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in Penale da
Salve ho consegnato la mia tesi di laurea. Il software mi da l'8% di plagio che è ottimo, ma dopo la consegna mi sono accorto di circa 35 errori-mancanze di citazione, contenutistiche, bibliografiche e sitografiche presenti soprattutto nell'analisi della letteratura e primo capitolo. Inoltre la docente mi ha riscritto le conclusioni e introduzione su quello che avevo scritto io cambiando principalmente la forma, aggiungendo qualcosa che ho vagliato criticamente. Inoltre mi ha fatto mettere nella metodologia un metodo di campionamento dati che effettivamente non ho usato. In alcune parti ho fatto abuso di virgolette ma questo non credo sia un problema. Ripeto il software mi da un ottimo valore. Posso stare tranquillo per il plagio e in generale? Grazie

1 Risposta

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da
Ti rispondo sul piano giuridico, visto che hai messo la domanda sotto la voce penale, e la risposta è che quello che descrivi non c'entra nulla con il reato che temi. La norma di riferimento è l'art. 1 della legge 475/1925, che punisce chi presenta come propri lavori che sono opera di altri. Il presupposto è che la tesi l'abbia scritta qualcun altro, e non è affatto il tuo caso. Citazioni dimenticate, riferimenti bibliografici sbagliati o incompleti, virgolette usate con abbondanza sono imprecisioni redazionali, non appropriazione dell'opera altrui, e un 8% di similarità è un valore del tutto fisiologico.

Anche sul piano disciplinare interno all'ateneo direi che puoi stare tranquillo. I regolamenti sanzionano il plagio vero e proprio, cioè la riproduzione di parti sostanziali spacciate per proprie, non la sciatteria nell'apparato di note, che al più incide sul voto e sul giudizio della commissione. E il fatto che la relatrice abbia riscritto introduzione e conclusioni cambiando la forma è normale attività di supervisione, non toglie a te la paternità del lavoro.

L'unica cosa che segnalerei davvero è il metodo di campionamento indicato nella metodologia ma non effettivamente utilizzato. Lì non è questione di plagio, è questione di accuratezza della descrizione di quello che hai fatto, e se in discussione un commissario ti fa una domanda su quel metodo rischi di trovarti in difficoltà. Poiché ti è stato chiesto dalla relatrice, ne parlerei con lei prima della seduta e proverei a farlo correggere o quantomeno a chiarire come vada inteso, così arrivi preparato anziché scoperto.
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