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in Civile da

B Bongiorno, spiego tutto dall'inizio così ha più chiaro i miei dubbi. Mio marito ha un fratello e hanno perso la madre quando avevano lui 18 anni e il fratello 16. La madre era separata legalmente dal marito e padre dei due figli. Con la morte della madre il padre riprese possesso della casa coniugale e qualche anno dopo si risposò, liquidò la parte di casa della moglie ai due ragazzi e la sua parte la intestò o donò o fece un finto atto di vendita, non sappiamo alla seconda moglie. Ebbero insieme due figli che oggi hanno 27 e 24 anni. Tra mio marito e il fratello i rapporti con il padre si incrinarono drasticamente circa 26 anni fa,con mio marito più nessun rapporto famigliare, nemmeno il saluto o gli auguri a natale. Questo a causa della moglie che non ha mai accettato il fatto che lui avesse dei figli. Li ha voluti proprio estromettere dalla famiglia. Non ha mai acconsentito nemmeno ad un rapporto tra i loro figli e quelli solo del marito. Tutto questo fino a sabato scorso quando mio suocero è stato ricoverato in ospedale per una perforazione intestinale. Lui cardiopatico portatore di pace macker aveva poche probabilità di sopravvivenza. I fratellastri hanno telefonato a mio marito e l'hanno informato di quello che stava succedendo e successivamente lo ha chiamato anche la loro madre chiedendogli di raggiungerli in ospedale. È stato informato anche mio cognato. Mio suocero ha accolto mio marito come il figliolo prodigo, era felice, gli ha chiesto perdono. Hanno passato, tutti i figli e la moglie una settimana insieme stretti intorno al padre e marito. Mio suocero non ce l'ha fatta. Sabato è stato celebrato il funerale. Ora il clima familiare sembra essersi ricomposto ma io ho il presentimento che quando dovranno spartirsi l'eredità ci saranno problemi e sotterfugi. Mio suocero era un uomo facoltoso, più che benestante, oserei dire ricco, ma abbiamo il presentimento che tutto sia già stato donato alla moglie e ai loro figli. Ovviamente abbiamo intenzione di richiedere la collazione affinché ognuno abbia la sua parte e nessuno venga privilegiato. La mia domanda è, in mancanza di un testamento come avviene la spartizione dell'eredità? Gli eredi verranno chiamati comunque da un notaio? Come dobbiamo muoverci? 

1 Risposta

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da

molto sommariamente ..

nella successione legittima (ossia senza testamento), in presenza di coniuge superstite e più figli le quote sono: 1/3 al coniuge ed il restante ai figli (art. 581 codice civile).

Ciascun bene facente parte dell'asse ereditario del de cuius passa in successione secondo le quote di cui sopra, indiviso, cioè ogni bene ereditario andrà in comproprietà a tutti gli eredi, che su di esso vanteranno diritti pro-quota secondo quanto sopra detto: il coniuge sarà proprietario di 1/3, mentre i 4 figli saranno proprietari dei restanti 2/3 (ciascuno di essi sarà proprietario di 1/6).

Gli eredi non verrano chiamati da nessun notaio, né da altri: il diritto di accettare/rinunciare all'eredità si prescrive in 10 anni dall'apertura della successione; l'accettazione può essere anche tacita, ma entro un anno dall'apertura della successione si ha l'onere di fare la dichiarazione di successione (la dichiarazione tardiva comporta applicazione di sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate).

Se poi gli eredi vogliono dividere i beni caduti in successione, possono procedervi di comune accordo se i beni sono divisibili (ad esempio la liquidità depositata in un conto corrente può facilmente essere divisa, sempre secondo le quote di cui sopra), mentre se i beni non sono divisibili (ad esempio un appartamento monofamiliare), allora sta agli eredi trovare un accordo: ad esempio se uno di loro ha interesse a prendere in via esclusiva per sé il bene indivisibile, dovrà liquidare agli altri eredi la quota di loro spettanza (il controvalore delle quote di ciascuno su quel bene); viceversa se tutti gli eredi sono d'accordo, possono vendere il bene indivisibile, per poi spartire il ricavato secondo le quote citate.

Se invece l'accordo non viene raggiunto, ciascun erede ha la possibilità di promuovere un giudizio di divisione

da
Grazie, ho ancora un dubbio, nel caso in cui il de cuius abbia donato tutto o una parte ai figli avuti con la seconda moglie, o alla moglie, come dobbiamo procedere? E come sapere se effettivamente ha fatto in vita delle donazioni? Grazie
da
i 2 fratelli, facendo riferimento a professionisti da loro incaricati, dovranno ricostruire l'entità dell'asse ereditario comprensivo delle eventuali donazioni (anche quelle effettuate a loro ovviamente), per poi verificare se le quote di loro spettanza sarebbero maggiori di quanto effettivamente andranno a ricevere in eredità: in tal caso hanno possibilità di promuovere un giudizio che prende il nome di azione di riduzione per lesione di legittima.

Verificare gli atti di liberalità effettuati e "smascherare" eventuali compravendite fittizie sarà compito dei professionisti incaricati, che sapranno indicare anche quale documentazione va reperita ai fini dell'azione di riduzione: intanto le donazioni di beni immobili sono facilmente individuabili attraverso semplici visure, mentre molto più complesso potrebbe essere il dover provare donazioni di denaro o di beni mobili (preziosi ed altri oggetti di un certo valore, ecc..)
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