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Interruzione dei servizi informatici del settore civile per l’installazione di modifiche evolutive migliorative e correttive – Settembre 2018

Pubblicato Martedì, 11 Settembre 2018 da Diritto Pratico    Categoria: News    Visite: 262
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11/09/18

Il Portale dei Servizi Telematici comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche evolutive, migliorative e correttive sui sistemi del civile si procederà alla interruzione degli stessi con le seguenti modalità temporali:

per tutti gli uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero territorio nazionale, compresi i Giudici di Pace, ed il Portale dei Servizi Telematici dalle ore 17:00 del giorno venerdì 14 settembre e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno lunedì 17 settembre c.a.

Si precisa che, durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e saranno, quindi, disponibili le funzionalità relative al deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo di tutti i sistemi. Durante le summenzionate interruzioni programmate non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi. Per tutti gli utenti “interni” (Magistrati e cancellieri), durante il periodo di interruzione dei sistemi, non sono disponibili i registri di cancelleria e quindi, per i cancellieri, non sarà possibile procedere all’aggiornamento dei fascicoli, all’invio dei biglietti di cancelleria e all’accettazione dei depositi telematici, mentre non sarà possibile aggiornare i dati dei fascicoli sulla Consolle del Magistrato. Si rammenta che l’attività di manutenzione del Portale dei Servizi Telematici renderà indisponibili tutti i servizi informatici del settore civile e, in particolare:

l’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato; Il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati; tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici; tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni; i pagamenti telematici compreso il pagamento del contributo di pubblicazione di un’inserzione sul Portale delle Vendite.

 

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Pagamenti Telematici – servizi WSDL e schemi XSD relativi al nuovo modello di esecuzione dei pagamenti

Pubblicato Martedì, 28 Agosto 2018 da Diritto Pratico    Categoria: News    Visite: 361
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28/08/18

Facendo seguito alla news del 06/07/2018, si comunica che al seguente link sono disponibili i WSDL e lo schema XSD relativi al nuovo modello di gestione del flusso di pagamento telematico da parte del PST. E’ disponibile anche una sintetica documentazione dei servizi esposti il cui utilizzo è dettagliato nel documento di indicazioni tecnico-operative disponibile a questo link. Il sistema PST di Model Office sarà disponibile dal giorno 30/08/2018 per l’avvio della fase di test. Il passaggio in produzione è previsto per il 15 settembre 2018, data a partire dalla quale sarà disponibile solo il nuovo modello di gestione dei pagamenti.

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La metamorfosi digitale dell’avvocato nel bene e nel male – di Patrizio Galeotti

Pubblicato Mercoledì, 08 Agosto 2018 da Diritto Pratico    Categoria: Processo telematico    Visite: 15
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Come sta cambiando la professione legale dal punto di vista del funzionamento dello studio legale, del sistema giustizia e della realtà quotidiana delle persone fisiche, delle aziende e delle PA e come sarà nel futuro prossimo su piano culturale, economico, della qualità della vita e del prestigio personale

La trasformazione digitale della professione legale oltre che una necessità ontologica, è anche un imperativo morale, etico e professionale, senza rispettare il quale l’avvocato non può elaborare ragionamenti e proporre soluzioni adeguate ai casi giuridici che gli vengono sottoposti. Ecco quali sono gli ambiti su cui la tecnologia farà sentire maggiormente il suo impatto.

Sviluppi tecnologici e aggiornamento della professione legale

Oggi la velocità con cui le nuove tecnologie informatiche entrano nella realtà di ogni giorno e la modificano (legge di Moore anche se per molti aspetti superata, insegna), rende sempre più difficoltoso l’aggiornamento professionale sotto molteplici aspetti, influenzando direttamente, sia in senso positivo che negativo, l’evolversi della professione legale. Per comprendere come questa sia cambiata e stia cambiando, occorre guardarla sotto diverse prospettive, e di queste almeno tre sono essenziali; infatti  l’utilizzo delle novità tecnologiche informatiche va ad interessare:

il funzionamento dello studio legale; il sistema giustizia; la realtà quotidiana delle persone fisiche, delle aziende e delle PA, nella quale l’avvocato è chiamato ad esprimere i propri pareri e fornire soluzioni giuridiche. Una maggiore velocità a scapito di una cultura più estesa

Sotto il primo profilo, si rileva tra le altre cose, l’utilizzo ormai costante delle banche dati giuridiche, sia online che su supporti come DVD. Le modalità di consultazione hanno cambiato la modalità di ricerca e assimilazione della conoscenza giuridica dell’avvocato. Se con le riviste cartacee ogni numero veniva sistematicamente letto, o scorso dall’inizio alla fine in cerca di materiale utile per le pratiche in corso, lasciando nella memoria anche inconscia traccia delle novità giurisprudenziali e dottrinarie di casi non trattati al momento, con le banche dati informatiche, l’approccio è sostanzialmente diverso; non si leggono tutte le novità in esse inserite, ma si opera una ricerca mirata, con l’utilizzo di parole e di operatori booleani che rimandano ai soli contenuti in cui le parole ricercate sono presenti. Questo riduce i tempi di ricerca, ma, a lungo andare, modifica la struttura e la qualità dell’assimilazione del sapere giuridico che caratterizzava l’avvocato ‘analogico’. Si sacrifica così una cultura (anche ‘subconscia’) più estesa e generale a favore di maggiore velocità, con  una metamorfosi dell’avvocato moderno che lo distingue dagli avvocati del passato.

Uso di dispositivi tecnologici e sicurezza dei dati

Altre metamorfosi riguardano l’uso sempre più generalizzato di cellulari, tablet e computer di ogni tipo. Questi strumenti permettono l’archiviazione e la consultazione di una quantità di dati prima impensabile, e per i quali occorrevano archivi immensi, con persone che sapessero muoversi e “ricercare”, tra tonnellate di carta ed acari, oggi non più necessari. L’utilizzo delle tecnologie per trattare i dati dei clienti ed archiviarli, comporta la necessità di rispettare nuove leggi specifiche sulla sicurezza e sulla tutela dei dati personali che vengono trattati; ultimo al riguardo, è il rispetto delle misure stabilite nel nuovo Regolamento europeo sulla tutela dei dati personali, che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio.

Tempo e danaro risparmiato nel passaggio dall’analogico al digitale, va speso ed investito per aggiornarsi e adeguarsi alle nuove discipline che l’introduzione delle nuove tecnologie digitali impone.

Firma digitale e perdita del contatto umano

Ancora altre novità riguardano l’uso ormai irrinunciabile della Firma digitale e della PEC, che da un lato permettono un grande risparmio di tempo rispetto ai depositi e alle notifiche fatte andando di persona in cancelleria o dall’Ufficiale giudiziario e alla posta; dall’altro però aumentano i tempi di lavorazione in studio di un documento e la sua archiviazione, ai fini della sua riutilizzabilità futura. Tuttavia, al risparmio del tempo passato nei corridoi dei Tribunali, si associa la perdita dell’occasione di socializzazione propria delle ore passate a fare file e a scambiarsi opinioni nei corridoi e nelle cancellerie, oltre a perdere il contatto umano con i funzionari di cancelleria.

Ma anche se in studio la predisposizione di documenti informatici (e degli allegati) per il deposito, comporta molto tempo e la necessaria presenza dell’avvocato, ai fini non solo della scrittura degli atti (cosa che doveva fare anche prima)  ma anche del deposito con l’uso dei certificati di firma e delle pec (che per legge non dovrebbero essere utilizzati da soggetti diversi dall’avvocato); non si può non apprezzare la possibilità di lavorare ovunque ci si trovi, stando in studio, soprattutto quando le cause sono incardinate davanti a Tribunali lontani.

 

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Interruzione dei servizi informatici del settore civile per l’installazione di modifiche correttive – Agosto 2018

Pubblicato Mercoledì, 01 Agosto 2018 da Diritto Pratico    Categoria: News    Visite: 532
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01/08/18

Il Portale dei Servizi Telematici comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche correttive sui sistemi del civile si procederà alla interruzione degli stessi con le seguenti modalità temporali:

per tutti gli uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero territorio nazionale, compresi i Giudici di Pace, ed il Portale dei Servizi Telematici dalle ore 17:00 del giorno venerdì 3 agosto e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno lunedì 6 agosto c.a.

Si precisa che, durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e saranno, quindi, disponibili le funzionalità relative al deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo di tutti i sistemi. Durante le summenzionate interruzioni programmate non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi. Per tutti gli utenti “interni” (Magistrati e cancellieri), durante il periodo di interruzione dei sistemi, non sono disponibili i registri di cancelleria e quindi, per i cancellieri, non sarà possibile procedere all’aggiornamento dei fascicoli, all’invio dei biglietti di cancelleria e all’accettazione dei depositi telematici, mentre non sarà possibile aggiornare i dati dei fascicoli sulla Consolle del Magistrato. Si rammenta che l’attività di manutenzione del Portale dei Servizi Telematici renderà indisponibili tutti i servizi informatici del settore civile e, in particolare:

l’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato; Il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati; tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici; tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni; i pagamenti telematici compreso il pagamento del contributo di pubblicazione di un’inserzione sul Portale delle Vendite.

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Sanzioni UE per Google troppo tardi e troppo poco – di Riccardo Berti

Pubblicato Giovedì, 26 Luglio 2018 da Diritto Pratico    Categoria: Processo telematico    Visite: 14
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La sanzione Ue per abuso di posizione dominante di Android arriva con sette anni di ritardo rispetto all’attuazione della pratica scorretta da parte di Google, e con ben quattro anni di ritardo rispetto alla completa cessazione di una delle condotte sanzionate. Ecco perché non scalfirà la posizione del colosso Usa

La sanzione da  4,34 miliardi di euro comminata dall’Unione europea a Google il 18 luglio scorso, per l’abuso di posizione dominante nel settore mobile con la sua piattaforma Android non ha provocato particolari scossoni all’andamento del titolo Alphabet. Una circostanza che ha fatto subito pensare che la misura europea abbia in realtà un impatto meno significativo di quanto si potrebbe pensare sulla situazione del colosso di Mountain View (che comunque impugnerà la decisione).

L’impatto (minimo) della sanzione Ue su Alphabet

Per comprendere il perché della fredda reazione dei mercati è bene precisare che l’indagine della Commissione è iniziata nel 2013, che si basa su condotte iniziate ancora nel 2011 (anno in cui Google avrebbe assunto una posizione dominante nel mercato mobile) e che Google ha cessato una delle tre condotte oggetto di sanzione (quella relativa agli incentivi economici per i produttori che avessero installato in via esclusiva Google Search) ancora nel 2014.

La sanzione arriva quindi con sette anni di ritardo rispetto all’attuazione della pratica commerciale scorretta da parte di Google, e con ben quattro anni di ritardo rispetto alla completa cessazione di una delle condotte sanzionate.

Si può quindi ben comprendere come Google, nei sette anni in cui ha attuato le proprie politiche commerciali scorrette, abbia consolidato un predominio nell’ambiente mobile ben difficile da scalzare.

Anzi, tanto era forte la posizione di Google che questa, già nel 2014, poteva permettersi di cessare una delle condotte abusive senza subire alcuna conseguenza negativa e continuando anzi a guadagnare quote di mercato in ambiente mobile (ad oggi il 95% delle ricerche effettuato in ambiente Android passa attraverso il sistema di ricerca Google).

L’ecosistema Android e il “bundle” di Google

L’ecosistema Android non è infatti cambiato molto dal 2014 ad oggi e la predominanza di Google come motore di ricerca per l’ambiente mobile si è poi rafforzata con servizi ulteriori(esempio ricerca vocale, per immagini, tramite assistente, etc..) che Google, sfruttando la sua posizione e l’assoluta conoscenza del sistema operativo, riesce ad implementare prima degli altri.

La Commissione propone come soluzione il cosiddetto “unbundling” dei sistemi di ricerca Google dal pacchetto di vendita delle licenze connesse con la distribuzione Android.

Sebbene infatti Google fornisca gratuitamente la piattaforma Android ai produttori (nella versione cosiddetta AOSP, Android Open-Source Project), la stessa Google cede sotto licenza alcuni elementi accessori ma essenziali per il successo di uno smartphone, tra questi il più importante è senz’altro il Play Store (l’applicazione che garantisce accesso a oltre tre milioni di applicazioni, indicizzate ed in parte verificate, e che costituisce parte integrante dell’ecosistema Android).

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