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Nuove specifiche tecniche: aggiornate le apps per la redazione assistita della relata di notifica via PEC e della nota di deposito documenti

Pubblicato Giovedì, 07 Gennaio 2016 da Diritto Pratico    Categoria: Processo telematico    Visite: 8249
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Le nuove specifiche tecniche pubblicate oggi hanno introdotto un’importante semplificazione alle modalità di attestazione della conformità su documento informatico separato nell’ambito del PCT e delle notifiche via PEC.

Non è più necessario indicare le impronte informatiche in tutti quei casi in cui la riferibilità dell’attestazione alla copia (la “spillatura virtuale” fra copia e attestazione di conformità) sia ricavabile indirettamente dal “mezzo” con il quale detti documenti sono trasmessi (ad esempio la PEC in caso di notifica o la busta telematica in caso di deposito).

Le applicazioni per la redazione assistita della relata di notifica via PEC e della nota di deposito documenti sono dunque state aggiornate eliminando il “riferimento temporale” (in effetti già inutile perché ricavabile dalla firma digitale che necessariamente deve essere apposta sul documento contenente l’attestazione) e rendendo opzionale l’inserimento dell’impronta informatica che adesso utilizza un diverso algoritmo più “semplice” (MD5) rispetto al SHA256.

Quanto alle modalità di funzionamento nulla è cambiato: è sempre possibile selezionare i files da notificare o depositare lasciando all’app il compito di indicarne il nome in modo esatto (e di calcolarne l’impronta ove decidessimo di utilizzarla). L’applicazione per la redazione della nota di deposito, rispetto al passato, inserisce ora i collegamenti ipertestuali ai files così da rendere più agevole al Giudice la consultazione degli allegati.

Ricorda che per qualsiasi dubbio o per suggerire miglioramenti o segnalare anomalie nel funzionamento delle applicazioni, è sempre a tua disposizione il forum di Diritto Pratico!

... e a proposito di applicazioni web!

cartellaDa qualche tempo è online il nuovo progetto di Diritto Pratico “Redattore PDF” con il quale è possibile creare in autonomia “modelli intelligenti” per la redazione assistita di documenti giuridici (e non solo ovviamente). Sono già disponibili e utilizzabili alcuni esempi per la redazione automatizzata di ricorsi per ingiunzione su fatture, atto di precetto, pignoramento presso terzi, nota di precisazione del credito, richieste di pagamento stragiudiziali, preventivi e molto altro. Ogni esempio può essere utilizzato come base per creare nuovi modelli che è possibile classificare, personalizzare, condividere, salvare in locale. Inutile ricordare che è tutto gratuito!

Redattore PDF non è un semplice compilatore di “modelli statici”: non si limita cioè a completare un modello con le variabili inserite dall’utente ma – grazie ad un vero e proprio set di “istruzioni” studiate in modo specifico per la formazione di atti giuridici – può calcolare termini processuali, compensi ex DM 55 2014, interessi, rivalutazione monetaria; può reperire i dati degli uffici giudiziari (indirizzo, telefono, pec, codici univoci per la fatturazione elettronica), estrarre dati dalle pagine bianche, “dialogare” con Note di udienza per consentire, ad esempio, la stesura in calce alla verbalizzazione delle parti di un’ordinanza di assegnazione (completa di tutti i calcoli) resa nell’ambito di una procedura esecutiva presso terzi. Altre “istruzioni” consentono di creare in modo semplice e senza saper programmare delle vere e proprie “applicazioni web” come quella – ad esempio – per la gestione collaborativa di una lista adempimenti condivisa sul cloud sulla quale possono lavorare contemporaneamente più collaboratori di studio in giro per le cancellerie del tribunale. Altre istruzioni permettono di implementare “menu dinamici” utili per la creazione di iter procedurali “guidati” e interattivi. E lo sviluppo è continuo!

Vuoi collaborare alla realizzazione di nuovi contenuti? Puoi partecipare attivamente alla “programmazione” di nuovi modelli intelligenti (in tal caso inizia a leggere la guida) o anche soltanto suggerire “formule” che altri Colleghi trasformeranno in “apps”. Per qualsiasi dubbio o chiarimento intervieni sul forum!

Fare "rete" si può e aiuta a lavorare meglio!

Claudio De Stasio

 


Risposte ad alcune domande frequenti sulle nuove apps per la redazione assistita della relata di notifica via PEC e della nota di deposito documenti

Come mai quando seleziono un file dal computer il nome viene mostrato in verde ma se lo modifico o lo inserisco manualmente torna in grigio?

Nel momento stesso in cui si seleziona un file sul computer l’applicazione tenta di calcolarne l’impronta MD5 (e ciò a prescindere dal fatto di aver spuntato la relativa casella per utilizzarla) e se riesce lo segnala cambiando in verde il nome del file. Il nome in grigio indica che per un determinato file non è disponibile l’impronta. Ciò avviene nel caso sia indicato o modificato manualmente il nome del file oppure se per qualche ragione (browser obsoleto per esempio) l’applicazione non è in grado di eseguire l’hashing.

Perché ancora l’impronta e per di più con un algoritmo ritenuto insicuro?

L’impronta, come già spiegato, è solo uno strumento che consente – per quanto qui interessa – di individuare in modo pressoché certo un determinato file: indicando l’impronta abbiamo la ragionevole certezza di riferirci esattamente ad uno specifico documento informatico dato che solo quel preciso documento (e ovviamente ogni suo “duplicato”) può generare quella specifica impronta.

L’algoritmo MD5 è lo stesso che il Ministero ha adottato per l’hashing degli originali presenti nel fascicolo informatico e rispetto al SHA256 ha il “vantaggio” di essere più “compatto” (128bit) e più veloce da calcolare.

Qualcuno potrà storcere il naso sapendo che il ricorso all’algoritmo MD5 è da tempo considerato “deprecato” per la disponibilità di algoritmi in grado di “generare collisioni” (sequenze di bit diverse - quindi files diversi - ma con impronte uguali).

Si tratta tuttavia di un rischio solo teorico. Le collisioni individuate/individuabili si riferiscono a “sequenze di bit” generalmente prive di significato. Cosa significa? Che partendo ad esempio dall’impronta di una sentenza in formato PDF, le possibilità che un diverso documento PDF "di senso compiuto" possa avere la stessa impronta MD5 è ragionevolmente esclusa. Potremmo al più individuare una sequenza di bit senza alcun significato (si rammenta il paragone con le lampadine? Come fa il computer a distinguere e dare un senso a questa lunghissima sequenza di lampadine tutte uguali per mostrarle come una foto piuttosto che un testo word o un PDF?) in grado di generare la stessa impronta. Ma già questo è meno semplice di quanto si possa immaginare!

Quando allora usare l’impronta?

La risposta è semplice: in tutti quei casi (decisamente residuali) in cui potrà essere opportuno/utile/necessario dimostrare la riferibilità dell’attestazione di conformità su documento informatico separato alle copie cui si riferisce prescindendo dalla disponibilità del “mezzo di trasporto” (PEC o busta telematica).

Il perché è chiaro: fuori dal contenitore (PEC o “busta telematica” appunto) nulla correla l’attestazione ai documenti che tornano ad essere “separati”. Se non ho a disposizione il “contenitore” non ho possibilità di stabilire con certezza se determinati files “sfusi” possano considerarsi in qualche modo “virtualmente spillati”.

Allegati:
Accedi a questo URL (PCT e attestazioni di conformità)PCT e attestazioni di conformità993 kB509 Downloads08:51 09 Gennaio 2016
Accedi a questo URL (Testo coordinato Specifiche Tecniche)Testo coordinato Specifiche Tecniche325 kB391 Downloads10:07 08 Gennaio 2016
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Marta #2249
Avatar di Marta
L'art. 2 del DM 28/12/2015 oggi pubblicato sulla GU serie generale n. 4, recita testualmente: "Il presente provvedimento acquista efficacia il giorno successivo alla sua pubblicazione nell'area pubblica del portale dei servizi telematici". Ma sul PST ancora nessuna traccia!

Quindi, a voler essere iper-prudenti, meglio attendere la pubblicazione sul PST della pubblicazione sulla GU?? Per l'estate ce la faremo????
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Anonimo #2250
Avatar di Anonimo
Ottimo, grazie!
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Anonimo #2251
Avatar di Anonimo
Ma quindi possiamo notificare o no le copie scansionate? Dobbiamo ancora attendere una pubblicazione di cosa? Scusate ma non ho capito
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Anonimo #2252
Avatar di Anonimo
mi chiedo che senso abbia subordinare l'efficacia del provvedimento alla pubblicazione nell'area pubblica del pst. Intanto qual'è esattamente questa area? E se adesso ritardassero ancora un mese nel frattempo cosa facciamo?
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Anonimo #2253
Avatar di Anonimo
L'area pubblica del portale dei servizi telematici è quella delle notizie che trovi a questo indirizzo e riportati anche sulla home page: pst.giustizia.it/PST/it/pst_3.wp
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Claudio #2254
Avatar di Claudio
Appena pubblicata la notizia sul Pst, da lunedì via alle notifiche delle copie ;)
Inviato: 3 Anni 2 Mesi fa da Anonimo #2255
Avatar di Anonimo
Perchè non da domani?

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