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Online la versione 5.1 di FatturaPA-PRofessionisti

Pubblicato Domenica, 18 Novembre 2018 da Diritto Pratico    Categoria: Utilities e Software    Visite: 1484
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fpalogo

Online la versione 5.1 di FatturaPA-PRofessionisti, l’applicazione web gratuita per la fatturazione elettronica dei Professionisti nei confronti della Pubblica Amministrazione e dei privati.

Queste le novità:

  • supporto alla fatturazione elettronica nei confronti dei privati;
  • nuove indicazioni operative per la conservazione;
  • implementazione di un feedback visivo per indicare la percentuale di completamento del modulo in relazione ai campi obbligatori;
  • lettura dati destinatario da QR-Code tramite webcam o fotocamera smartphone;

  •  

    recupero, fornendo la partita IVA, della denominazione e indirizzo destinatario tramite interrogazione servizio comunitario VIES;
  • ricalcolo "inverso" della fattura partendo dal totale;

  •  

    nuovo layout grafico per la "versione PDF semplificata" della fattura;
  • con API-Key attiva, niente banner pubblicitari e apertura diretta del modulo fattura all'avvio della webapp;
  • correzione di bugs minori.

Da un punto di vista pratico: come fatturo ad un privato?

Se già utilizzi FatturaPA-PRofessionisti per emettere fattura nei confronti della Pubblica Amministrazione non devi imparare altro! Devi solo farti indicare dal Cliente l'indirizzo PEC da questi comunicato all'Agenzia delle Entrate per la ricezione delle fatture elettroniche ovvero il codice univoco di sette caratteri se il Cliente (probabilmente grande azienda) ha ottenuto l'accreditamento di un canale trasmissivo alternativo alla PEC (SdICoop, SdIFtp). Non hai mai emesso una fattura elettronica? Allora parti dalla lettura delle indicazioni operative che trovi sul wiki e leggi la guida dell'Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui, per cause tecniche non imputabili al SdI, il recapito non fosse possibile (ad esempio, casella PEC piena o non attiva ovvero canale telematico non attivo), il SdI rende disponibile la fattura elettronica direttamente nell'area riservata del destinatario sul sito web dell'Agenzia delle Entrate, comunicando tale informazione al soggetto trasmittente. In tal caso dovrai comunicare tempestivamente al Cliente – per vie diverse dal SdI – che l'originale della fattura elettronica è a sua disposizione nell'area riservata del sito web dell'Agenzia delle Entrate: tale comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica.

Se il destinatario è un consumatore finale o un "produttore agricolo" ovvero un soggetto passivo che rientra nel cosiddetto "regime di vantaggio" o che applica il "regime forfettario" non devi inserire nel modulo né codice univoco, né PEC destinatario: il SdI recapiterà la fattura elettronica mettendola a disposizione del destinatario direttamente nella sua area riservata del sito web dell'Agenzia delle Entrate. Dovrai comunque consegnare direttamente al Cliente una copia informatica o analogica della fattura elettronica, comunicando contestualmente che il documento è messo a sua disposizione dal SdI nell'area riservata del sito web dell'Agenzia delle Entrate.

Per quanto sia sempre consigliabile firmare digitalmente le fatture al fine di garantire l'integrità e l'autenticità del file xml prima della trasmissione al SdI, nella fatturazione ai privati ciò non è più indispensabile: in ottica di semplificazione le regole tecniche consentono l'inoltro al SdI di fatture sia firmate che non firmate. Infine, nella fatturazione tra privati non sono previste le "notifiche di esito committente".

Fin qui sembra tutto troppo facile...  ma la conservazione?

La novità più interessante, tuttavia, non è l'aggiornamento della webapp ma l'opportunità offerta dall'Agenzia delle Entrate della c.d. conservazione implicita delle fatture trasmesse e ricevute per il tramite del Sistema di Interscambio.

Come sappiamo, ai fini fiscali e tributari archiviare fatture e note di credito sul proprio computer non è sufficiente se non per esigenze correnti; il DMEF 17-06-2014 richiede espressamente che l'archiviazione "di lungo periodo" avvenga nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell'art. 71 del Codice dell'Amministrazione Digitale (la c.d. conservazione "a norma"). Il processo di conservazione deve completatarsi entro il termine di tre mesi dalla scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione annuale.

L'Agenzia delle Entrate, così come previsto dall'art. 1 del DLT 127-2015, ha messo a disposizione dei Contribuenti un servizio gratuito per la conservazione delle fatture elettroniche. Il comma 6bis del citato decreto legislativo, aggiunto con la legge di bilancio 2018 (L. 205-2017, comma 909), prevede espressamente che "... gli obblighi di conservazione previsti dall'articolo 3 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2014, si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonché per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio ...". In altre parole, tutte le fatture/note di credito elettroniche, attive e passive, PA e privati, vengono automaticamente versate in conservazione senza che l'utente debbia compiere alcuna operazione ulteriore rispetto all'invio al Sistema di Interscambio.

Attenzione però! La conservazione automatica delle fatture veicolate dal Sistema di Interscambio è subordinata alla preventiva adesione da parte dell'utente al servizio gratuito messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate accessibile dal portale "Fatture e Corrispettivi". A partire dal giorno successivo a quello della sottoscrizione della convenzione di servizio tutte le fatture per le quali l'utente rappresenta il cedente/prestatore o il cessionario/committente e che transitano sul SdI saranno inviate in conservazione con modalità automatiche. In tal caso la "ricevuta di consegna al destinatario" assume anche il valore di ricevuta di avvio del processo di conservazione. Per le fatture emesse precedentemente alla data di adesione al servizio (attive e passive), l'utente può richiederne la conservazione con un semplice upload (v. paragrafi 7.1 e 10 Manuale di Conservazione).

E' ovviamente facoltà dell'utente rivolgersi in alternativa ad un conservatore privato anche avvalendosi di un servizio integrato per l'emissione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche.

Per il singolo professionista o il piccolo Studio Associato, il "vantaggio" della trasmissione via PEC, strumento ormai familiare anche ai meno avvezzi alla tecnologia, è quello di poter contare su un riscontro "certificato" della trasmissione della fattura al SdI (costituito dalla RdAC) e della successiva consegna al destinatario (costituito dalla PEC con la quale, sempre il SdI, ci informa di aver recapitato la fattura). LA PEC infatti è idonea a garantire le caratteristiche di immodificabilità e di integrità del documento informatico come riconosciuto dall'art. 3 comma 4 lettera b) DPCM 13 novembre 2014 fintanto che non sarà concluso il processo di conservazione.

 

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Allegati:
Scarica questo file (Guida Fatturazione Elettronica.pdf)Guida Fatturazione Elettronica.pdf2913 kB118 Downloads17:31 27 Ottobre 2018
Inviato: 3 Settimane 3 Giorni fa da Anonimo #3464
Avatar di Anonimo
Speriamo che per i privati la rinviino o sarà il caos.
Inviato: 3 Settimane 3 Giorni fa da Anonimo #3465
Avatar di Anonimo
Grandi, stasera sono troppo stanca per studiare. Ma la fattura ai privati non entra a regime dal 2019?
Inviato: 3 Settimane 2 Giorni fa da Anonimo #3466
Avatar di Anonimo
Scusate, ma per la conservazione delle fatture emesse e trasmesse?
Inviato: 3 Settimane 2 Giorni fa da Anonimo #3467
Avatar di Anonimo
Aderisci alla convenzione di servizio dell'Agenzia delle Entrate e la conservazione è automatica. Accedi con la chiavetta su fattue e corrispettivi, clicchi su fatturazione elettronica e poi conservazione. Da li puoi aderire al servizio. Semplicissimo, appena fatto.
Inviato: 3 Settimane 2 Giorni fa da Claudio #3468
Avatar di Claudio
Questa la pagina informativa dell'Agenzia delle Entrate dalla quale è possibile scaricare copia della convenzione di servizio e del manuale di conservazione.
Inviato: 2 Settimane 5 Giorni fa da Anonimo #3482
Avatar di Anonimo
Buon giorno a tutti. Sto cercando di farmi un'idea di come dovrò affrontare l'obbligatorietà della fatturazione elettronica dal prossimo gennaio.
Cercando in rete trovo però tutto e il contrario di tutto.
Ci sono esperti che reputano il servizio di conservazione dell'AdE inadeguato, insicuro e che non garantirebbe l'emittente in caso di contenzioso civile/tributario (www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digit...enzia-delle-entrate/). Altri, compresa la stessa Agenzia delle Entrate, dicono il contrario (www.studiocataldi.it/articoli/30570-fatt...fiscali-e-civili.asp).
C'è chi sostiene che la PEC non andrebbe utilizzata (), altri che la PEC sia invece lo strumento più sicuro (www.agendadigitale.eu/documenti/fatturaz...perche-e-importante/).
Insomma, un bel quadro chiaro e incoraggiante.
Inviato: 2 Settimane 5 Giorni fa da Anonimo #3483
Avatar di Anonimo
Scusate ma per quale ragione la conservazione presso l'AdE non dovrebbe essere sufficiente? Per quanto poco possa intendere dal punto di vista tecnico-tecnologico in materia di conservazione mi sembra che la legge parli chiaro così come il provvedimento dell'Agenzia del 30 aprile 2018.
Non vedo cosa ci sia da temere in ambito fiscale/tributario e che differenza possa esserci, in sede civile, se un documento è conservato dall'AdE o da altro soggetto. In sede civile ritengo poi sia assolutamente sufficiente poter disporre dell'originale.
Da questo punto di vista mi trovo d'accordo con il collega Nicotra che ha scritto l'articolo citato pubblicato su Agenda Digitale circa l'importanza di utilizzare la PEC. Anche leggendo la guida sulla fatturazione elettronica dell'AdE si capisce che gli altri sistemi diversi dalla PEC sono pensati per le grandi imprese. Si legge "questa procedura, quindi, è rivolta a quegli operatori caratterizzati da un particolare grado di informatizzazione, capaci di gestire con continuità e con costante presidio di personale il sistema informativo collegato al SdI e che devono trasmettere un numero molto rilevante
di file fatture elettroniche". Credo che le considerazioni dell'Ing. Savino, nel video postato, siano rivolte proprio alle grandi imprese, non al piccolo studio professionale.

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