Directory dei Professionisti Italiani sul Web
diritto pratico

Online la versione 5.3 di FatturaPA-PRofessionisti

Pubblicato Domenica, 30 Dicembre 2018 da Diritto Pratico    Categoria: Utilities e Software    Visite: 5422
Voti ricevuti:  / 18
Poco interessante Molto interessante  

fpalogo

Online la versione 5.3 di FatturaPA-PRofessionisti, l’applicazione web gratuita per la fatturazione elettronica dei Professionisti.

Queste tutte le novità introdotte a partire dalla v5.0 dello scorso ottobre:

V5.0 - 28 ottobre 2018:

  • supporto alla fatturazione elettronica nei confronti dei privati;
  • nuove indicazioni operative per la conservazione;
  • implementazione di un feedback visivo per indicare la percentuale di completamento del modulo in relazione ai campi obbligatori;
  • con API-Key attiva, niente banner pubblicitari e apertura diretta del modulo fattura all'avvio della webapp;

V5.1 - 10 novembre 2018:

  • lettura dati destinatario da QR-Code tramite webcam o fotocamera smartphone;
  • recupero, fornendo la partita IVA, della denominazione e indirizzo destinatario tramite interrogazione servizio comunitario VIES;
  • ricalcolo "inverso" della fattura partendo dal totale;
  • nuovo layout grafico per la "versione PDF semplificata" della fattura;

V5.2 - 9 dicembre 2018:

  • reso più intuitivo l'inserimento di spese non imponibili;
  • gestione automatica delle spese generali anche su rigo separato;

V5.3 - 25 dicembre 2018:

  • arriva il WorkBench, uno strumento ipersemplificato per lavorare sui files fattura!

Da un punto di vista pratico: come fatturo ad un privato?

Se già utilizzi FatturaPA-PRofessionisti per fatturare alla Pubblica Amministrazione sei già a buon punto, ti basterà sapere solo poche cose in più... Non hai mai emesso una fattura elettronica? Allora leggi prima la guida dell'Agenzia delle Entrate, poi riparti da qui!

Come saprai - o come hai appena appreso leggendo la Guida dell'Agenzia - la fattura elettronica viene necessariamente consegnata al destinatario per il tramite del "Sistema di Interscambio". Sei hai già fatturato alla pubblica amministrazione sai di dover indicare nel modulo un "codice destinatario" di sei carattari che rappresenta l'indirizzo telematico dell'Ufficio destinatario medesimo.

Per i privati vi sono invece più alternative. Nel blocco "indirizzo telematico del destinatario" trovi adesso, oltre al codice prima detto, anche un campo per indicare un'eventuale PEC. Ogni soggetto passivo può infatti scegliere l'indirizzo presso il quale ricevere le fatture elettroniche e questo può essere un indirizzo PEC o un codice destinatario di sette caratteri (eventualmente anche di un intermediario scelto per la gestione del processo di fatturazione).

Su FatturaPA-PRofessionisti i campi "PEC del destinatario" e "codice univoco del destinatario" devono essere compilati alternativamente se comunicati dal destinatario stesso. Se non sai cosa indicare, se il destinatario è un consumatore finale, se non hai possibilità/voglia di chiederglielo, lasciali semplicemente in bianco! L'app valorizzerà automaticamente il campo <CodiceDestinatario> con il valore "0000000" - come richiesto dalle specifiche tecniche - in modo automatico e trasparente per l'utente.

E poi? Se il destinatario ha registrato il suo indirizzo telematico sulla piattaforma "fatture e corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate, la fattura verrà regolarmente consegnata e non dovrai fare altro: riceverai una notifica in tal senso da parte del SdI. Se invece il destinatario non ha registrato alcun indirizzo o per cause tecniche non imputabili al SdI il recapito non fosse possibile (ad esempio, casella PEC piena o non attiva ovvero canale telematico non attivo), la fattura sarà consegnata mediante "messa a disposizione" nell'area riservata del destinatario sul sito web dell'Agenzia delle Entrate. In tal caso dovrai consegnargli direttamente una copia informatica/cartacea della fattura.

Altre due cosette da sapere:

  1. non è necessario firmare digitalmente le fatture emesse nei confronti dei privati (si, invece, quelle nei confronti della PA);
  2. il privato che riceve fattura non può - diversamente dalla PA - "esplicitare l'esito" (la famosa quarta PEC "EC01" accettazione, "EC02" rifiuto).

E per le fatture passive?

Quanto appena detto in merito all'indirizzo telematico del destinatario vale ovviamente anche nei tuoi confronti quale cessionario/committente rispetto ai tuoi cedenti/prestatori. Il consiglio è accedere all'area personale del sito "fatture e corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate e specificare l'indirizzo PEC sul quale ricevere le fatture elettroniche.

E il codice di sette caratteri? Se stai leggendo quest'articolo, evidentemente, non ti stai avvalendo di un intermediario né hai un gestionale in grado di interfacciarsi direttamente con il SdI tramite un canale FTP o WebService, quindi... il codice destinatario di sette caratteri, almeno per il momento, non ti interessa! Ad ogni modo puoi modificare il tuo "indirizzo telematico" in ogni momento. Come si registra l'indirizzo PEC sul sito dell'Agenzia? Te lo spiega l'Avvocato Roberto Di Pietro con questa semplice guida.

Fatto questo, a prescindere da qualsiasi eventuale diverso indirizzo indicato in fattura dal tuo cedente/prestatore, tutte le tue fatture passive le riceverai presso l'indirizzo PEC specificato.

Abbi cura di salvare le fatture passive in una cartella che rappresenterà il tuo "raccoglitore/cassetto virtuale" proprio come quello "reale" dove metti le fatture cartacee ricevute per consegnarle periodicamente al tuo commercialista. Adesso non dovrai più materialmente portargli il cartaceo, sarà sufficiente inviargli le fatture per mail, magari compresse in un unico file .zip!

Per aiutarti a tenere sotto controllo tutte le fatture, che dunque avrai ordinatamente archiviato sul tuo PC, da oggi puoi utilizzare il nuovo WorkBench, uno strumento ipersemplificato pensato per analizzare, visualizzare e rieditare le fatture elettroniche attive e passive gestite "in proprio". Leggi l'articolo pubblicato su "Avvocati Telematici" a cura dell'Avvocato Roberto Arcella e prova a "giocarci" trascinandoci sopra, se ne hai, le fatture elettroniche già emesse o ricevute... 

Fin qui sembra tutto troppo semplice...  ma la conservazione?

La novità più interessante del 2018 è stata l'opportunità offerta dall'Agenzia delle Entrate della c.d. conservazione implicita delle fatture trasmesse e ricevute per il tramite del Sistema di Interscambio.

Come saprai, ai fini fiscali e tributari archiviare fatture e note di credito sul tuo computer non è sufficiente se non per esigenze correnti; il DMEF 17-06-2014 richiede espressamente che l'archiviazione "di lungo periodo" avvenga nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell'art. 71 del DLT 82-2005 (la c.d. conservazione "a norma"). Il processo di conservazione deve completarsi entro il termine di tre mesi dalla scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione annuale.

L'Agenzia delle Entrate, così come previsto dall'art. 1 del DLT 127-2015, ha messo a disposizione dei Contribuenti un servizio gratuito per la conservazione delle fatture elettroniche. Il comma 6bis del citato decreto legislativo, aggiunto con la legge di bilancio 2018 (L. 205-2017, comma 909), prevede espressamente che "... gli obblighi di conservazione previsti dall'articolo 3 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2014, si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonché per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio ...". In altre parole, tutte le fatture/note di credito elettroniche, attive e passive, PA e privati, vengono automaticamente versate in conservazione senza che l'utente debbia compiere alcuna operazione ulteriore rispetto all'invio al Sistema di Interscambio!

Attenzione però! La conservazione automatica delle fatture veicolate dal Sistema di Interscambio è subordinata alla preventiva adesione da parte dell'utente al servizio gratuito messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate accessibile dal portale "Fatture e Corrispettivi". A partire dal giorno successivo a quello della sottoscrizione della convenzione di servizio tutte le fatture per le quali l'utente rappresenta il cedente/prestatore o il cessionario/committente e che transitano sul SdI saranno inviate in conservazione con modalità automatiche. In tal caso la "ricevuta di consegna al destinatario" assume anche il valore di ricevuta di avvio del processo di conservazione. Per le fatture emesse precedentemente alla data di adesione al servizio (attive e passive), l'utente può richiederne la conservazione con un semplice upload (v. paragrafi 7.1 e 10 Manuale di Conservazione).

E' ovviamente facoltà dell'utente rivolgersi in alternativa ad un conservatore privato anche avvalendosi di un servizio integrato per l'emissione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche.

Per il singolo professionista o il piccolo Studio Associato, il "vantaggio" della trasmissione via PEC, strumento ormai familiare anche ai meno avvezzi alla tecnologia, è quello di poter contare su un riscontro "certificato" della trasmissione della fattura al SdI (costituito dalla RdAC) e della successiva consegna al destinatario (costituito dalla PEC con la quale, sempre il SdI, ci informa di aver recapitato la fattura). LA PEC infatti è idonea a garantire le caratteristiche di immodificabilità e di integrità del documento informatico come riconosciuto dall'art. 3 comma 4 lettera b) DPCM 13 novembre 2014 fintanto che non sarà concluso il processo di conservazione.

 

Dubbi? Puoi intervenire sul forum di Diritto Pratico semplicemente commentando questo articolo, anche in forma anonima!

Allegati:
Scarica questo file (Guida Fatturazione Elettronica.pdf)Guida Fatturazione Elettronica.pdf2913 kB746 Downloads17:31 27 Ottobre 2018
Scarica questo file (guidaRobertoDiPietro.pdf)Guida attivazione servizi AdE a cura Avv. Roberto Di Pietro797 kB240 Downloads14:15 30 Dicembre 2018
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Anonimo #3464
Avatar di Anonimo
Speriamo che per i privati la rinviino o sarà il caos.
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Anonimo #3465
Avatar di Anonimo
Grandi, stasera sono troppo stanca per studiare. Ma la fattura ai privati non entra a regime dal 2019?
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Anonimo #3466
Avatar di Anonimo
Scusate, ma per la conservazione delle fatture emesse e trasmesse?
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Anonimo #3467
Avatar di Anonimo
Aderisci alla convenzione di servizio dell'Agenzia delle Entrate e la conservazione è automatica. Accedi con la chiavetta su fattue e corrispettivi, clicchi su fatturazione elettronica e poi conservazione. Da li puoi aderire al servizio. Semplicissimo, appena fatto.
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Claudio #3468
Avatar di Claudio
Questa la pagina informativa dell'Agenzia delle Entrate dalla quale è possibile scaricare copia della convenzione di servizio e del manuale di conservazione.
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Anonimo #3482
Avatar di Anonimo
Buon giorno a tutti. Sto cercando di farmi un'idea di come dovrò affrontare l'obbligatorietà della fatturazione elettronica dal prossimo gennaio.
Cercando in rete trovo però tutto e il contrario di tutto.
Ci sono esperti che reputano il servizio di conservazione dell'AdE inadeguato, insicuro e che non garantirebbe l'emittente in caso di contenzioso civile/tributario (www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digit...enzia-delle-entrate/). Altri, compresa la stessa Agenzia delle Entrate, dicono il contrario (www.studiocataldi.it/articoli/30570-fatt...fiscali-e-civili.asp).
C'è chi sostiene che la PEC non andrebbe utilizzata (), altri che la PEC sia invece lo strumento più sicuro (www.agendadigitale.eu/documenti/fatturaz...perche-e-importante/).
Insomma, un bel quadro chiaro e incoraggiante.
Inviato: 8 Mesi 3 Settimane fa da Anonimo #3483
Avatar di Anonimo
Scusate ma per quale ragione la conservazione presso l'AdE non dovrebbe essere sufficiente? Per quanto poco possa intendere dal punto di vista tecnico-tecnologico in materia di conservazione mi sembra che la legge parli chiaro così come il provvedimento dell'Agenzia del 30 aprile 2018.
Non vedo cosa ci sia da temere in ambito fiscale/tributario e che differenza possa esserci, in sede civile, se un documento è conservato dall'AdE o da altro soggetto. In sede civile ritengo poi sia assolutamente sufficiente poter disporre dell'originale.
Da questo punto di vista mi trovo d'accordo con il collega Nicotra che ha scritto l'articolo citato pubblicato su Agenda Digitale circa l'importanza di utilizzare la PEC. Anche leggendo la guida sulla fatturazione elettronica dell'AdE si capisce che gli altri sistemi diversi dalla PEC sono pensati per le grandi imprese. Si legge "questa procedura, quindi, è rivolta a quegli operatori caratterizzati da un particolare grado di informatizzazione, capaci di gestire con continuità e con costante presidio di personale il sistema informativo collegato al SdI e che devono trasmettere un numero molto rilevante
di file fatture elettroniche". Credo che le considerazioni dell'Ing. Savino, nel video postato, siano rivolte proprio alle grandi imprese, non al piccolo studio professionale.
Inviato: 6 Mesi 3 Settimane fa da Stefano Bogini #3545
Avatar di Stefano Bogini
Complimenti, mi sembra semplice, intuitivo e appare veramente utile. Le istruzioni sono complete e chiare. Lo utilizzerò e vi farò sapere. Complimenti a Claudio, a chi l'ha pensata e a chi ci ha lavorato.
Inviato: 6 Mesi 3 Settimane fa da Claudio #3546
Avatar di Claudio
Grazie Stefano! E' un progettino in pieno sviluppo solo per dimostrare come la fatturazione elettronica possa portare semplificazione e vantaggi anche a chi non può/non vuole affidarsi a intermediari o non ha un gestionale di Studio che supporti la FE.
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Marina Bocci #3548
Avatar di Marina Bocci
come faccio ad avere il codice di 5 lettere, fosse mai che evito qche pec (ansia per casella che si riempe)
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Claudio #3549
Avatar di Claudio
I codici destinatario sono di sei caratteri per le PA e sette caratteri per i privati. Presuppongono l'accreditamento di un canale trasmissivo SDICoop o SDIFTP. Significa che dovresti avere un gestionale in grado di interfacciarsi direttamente con il Sistema di Interscambio. A meno che tu non abbia un'infrastruttura informatica di questo tipo, probabilmente, l'unico modo per utilizzare un codice univoco invece della PEC è quello di affidarsi ad un intermediario. In effetti potrebbe essere il tuo commercialista ad avere un suo codice destinatario utilizzabile da tutti i suoi clienti. Per quanto ne so, tuttavia, nessuna software house al momento è interessata a fornire software di questo tipo avendo valutato come molto più proficuo fornire un servizio "rivendibile" anche ai clienti degli stessi commercialisti. Quindi un ulteriore intermediario che si aggiunge al commercialista...
Il problema della PEC è tuttavia molto relativo.
A parte il fatto che è piuttosto semplice evitare che questa si riempia (ad esempio configurando una macchina di studio in POP3 affinché scarichi la posta mantenendo sul server gli ultim 30gg e tablet, cellulari, portatile in IMAP così da poter consultare la casella sul server degli ultimi 30gg) se il SdI dovesse trovare la casella piena lo segnalerebbe al tuo cedente/prestatore con una notifica di mancata consegna onerandolo di recapitarti per altra via la fattura segnalandoti infine che l'originale è a tua disposizione sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Danilo #3550
Avatar di Danilo
Complimenti per l'app e per il sito.

Segnalo che sulla versione semplificata della fattura elettronica (ossia quella di cortesia per il cliente) viene sempre indicato "imposta di bollo assolta in modo virtuale ex DM 17/06/2014". Tuttavia, per le prestazioni con IVA, mi risulta che l'imposta di bollo non sia dovuta. Non sarebbe il caso di eliminare tale dizione?

Chiedo poi qual è lo scopo dell'inserimento della "impronta SHA256" in calce alla stessa versione.

Suggerisco infine la possibilità di inserire più dati della medesima versione, tipo i recapiti di studio, l'IBAN ed altre informazioni opzionali.

Grazie per il riscontro e buon lavoro!
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Claudio #3551
Avatar di Claudio
Buongiorno Danilo,
se vedi l'indicazione sull'imposta di bollo significa che l'app ha automaticamente incluso in fattura il blocco:
<DatiBollo>
  <BolloVirtuale>SI</BolloVirtuale>
  <ImportoBollo>2.00</ImportoBollo>
</DatiBollo>

Questo perchè, a prescindere dal regime fiscale, sono esposti in fattura importi esclusi IVA superiori ad € 77,47. E' una questione aperta quella dell'assoggettabilità o meno all'imposta di bollo di tali importi in caso di fatture "miste". L'app, prundezialmente, adotta la linea dell'AdE. Se vuoi puoi forzare "non soggetto" nel blocco personalizzazioni.

Sull'argomento vedi questo vecchio topic sul forum:
www.dirittopratico.it/forum/fatturapa-av...-non-imponibili.html

E questo recente articolo:
www.fiscal-focus.it/quotidiano/fiscale/f...ta-di-bollo,3,103984

L'impronta è importante perchè identifica univocamente la fattura. Nel caso di fattura privati non sottoscritta digitalmente, la stessa impronta la ritrovi in tutte le ricevute del SdI. Hai così un riscontro che il file ricevuto e trattato dal SdI sia proprio quello che hai inviato seppur non sottoscritto. Inoltre, se prima di scaricare la fattura spunti anche l'opzione per l'annotazione dell'impronta sul Registro Pubblico delle Impronte, avrai anche la possibilità di dimostrare la data di generazione del file (con data certa al primo giorno del mese successivo).

Quanto infine alla possibilità di inserire altri dati nella versione semplificata è certamente possibile. Ragioniamoci pure insieme su quali inserire e quali no. Avevo pensato anche alla possibilità di poter aggiungere un logo grafico eventualmente al posto dei dati del prestatore.
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Danilo #3553
Avatar di Danilo
Grazie per la risposta Claudio.

Per gli ulteriori dati, io pensavo a telefono, fax, email ed IBAN di chi emette la fattura, ma magari anche il titolo professionale e - come dici tu - un logo personalizzato. Riguardo all'IBAN si potrebbe inserire in calce proprio l'indicazione di provvedere al pagamento con bonifico sull'IBAN indicato ed aggiungere la possibilità di ulteriori righe a campo libero.

Per quanto riguarda infine l'impronta e il richiamo al tuo sito, suggerirei di metterli come "piè di pagina".

Sull'imposta di bollo, unico campo fuori IVA che avevo inserito erano le spese esenti (ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972), che non scontano tale imposta. Presterò attenzione a spuntare l'opzione che elimina la dizione.

Saluti e buon lavoro.
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Claudio #3554
Avatar di Claudio
Grazie per i suggerimenti, vedo quanto prima di provvedere.
Per quanto riguarda l'imposta di bollo però attenzione. Per l'AdE, nel caso in cui nella fattura vengano evidenziati sia importi assoggettati a Iva sia importi non assoggettati, con l'importo non assoggettato di ammontare superiore a 77,47 euro il bollo è dovuto. Con la fatturazione elettronica diventa semplice per l'Agenzia (perchè automatico) individuare tutte le fatture per le quali l'imposta sarebbe dovuta ma non è stata "inserita" dal contribuente. Non sarebbe male un nuovo interpello sul punto visto che le il problmea è stato "risolto" nel senso spiegato parecchi anni fa...
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Claudio #3556
Avatar di Claudio
Buongiorno Danilo,
ho fatto già qualche modifica.
Puoi contattarmi in privato tramite il modulo contatto?
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Danilo #3558
Avatar di Danilo
Inviato messaggio con modulo di contatto.

Aggiungo ai precedenti suggerimenti, la possibilità di inserire un avviso in calce alla fattura che, nel caso di non indicazione del codice univoco e della PEC, dica che l'originale della stessa sarà reperibile solo nel cassetto fiscale di Agenzia delle entrate.
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Avv. Agata #3559
Avatar di Avv. Agata
buonasera
ho inviato una fattura elettronica creata con l'app di diritto pratico e verificata con lo strumento di fattura PA.
mi è stata rifiutata con questo codice e descrizione
EC02
MANCA INDICAZIONE DEL NUMERO DI RICHIESTA DI QUESTO TRIBUNALE O CHE TRATTASI DI DECRETO ESECUTIVO PRIMA DEL 01.11.2018

qualche anima pia mi aiuta a capire?
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Thor #3560
Avatar di Thor
Non è un problema di fattura in se ma dei dati che il tuo tribunale vuole che tu indichi sul documento. Come scritto nella descrizione del rifiuto dovevi indicare (solitamente nella causale/oggetto) il numero della richiesta del Tribunale o che trattasi di "decreto esecutivo prima del 1.11.2018". Devi sentire l'ufficio liquidazioni spese di giustizia. Comunque, dato che la fattura è stata rifiutata nei termini, non devi emettere nota di credito, puoi soltanto integrare la fattura e ritrasmetterla (cambiando però il codice di invio pena lo scarto da parte del SdI).
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Avvocatessa #3561
Avatar di Avvocatessa
cosa intrndi per "integrare la fattura "?
praticamente la devo rifare aggiungendo questo numero di richiesta del Tribunale (che non ho idea di cosa sia, mi informerò), o decreto esecutivo prima del 1.11.18, e assegnarle un nuovo codice, giusto?
Inviato: 6 Mesi 2 Settimane fa da Thor #3562
Avatar di Thor
Si, devi rifarla integrando le informazioni richieste dall'Ufficio che hai omesso di indicare. Vai all'ufficio spese di giustizia del tuo Tribunale e chiedi lumi su cosa esattamente vogliono essere specificato in fattura e in quali campi (solitamente nel campo causale/oggetto).
Avendoti rifiutato la fattura, almeno, non hai l'obbligo di emettere nota di credito, puoi soltanto rifarla corretta ma prima di inviarla devi aggiornare il codice di invio pena lo scarto da parte del sistema di interscambio.
Inviato: 6 Mesi 1 Settimana fa da Avvocatessa #3579
Avatar di Avvocatessa
ho parlato con l'ufficio spese di giustizia se prima loro non inviano richiesta all Agenzia delle entrate ii non posso emettere la fattura
Inviato: 4 Mesi 2 Settimane fa da GIUSEPPE #3643
Avatar di GIUSEPPE
Buongiorno,

sono 4 volte che il Tribunale mi rifiuta la fattura restituendomi questo errore:


EC02
manca annotazione assolvimento imposta di bollo ai sensi D.M.28.12.2018

Nell'applicazione non c'è verso per inserirla.

Si può rimediare?

Grazie.
Inviato: 4 Mesi 2 Settimane fa da Thor #3644
Avatar di Thor
Devi sentire l'ufficio spese di giustizia cosa vuole. L'imposta di bollo è prevista con apposito blocco dallo schema della fatturapa, non richiede "diciture" o indicazioni specifiche. Basta che in fattura ci sia il blocco
        <DatiBollo>
          <BolloVirtuale>SI</BolloVirtuale>
          <ImportoBollo>2.00</ImportoBollo>
        </DatiBollo>
L'applicazione lo mette quando serve in base al regime fiscale e/o all'importo delle spese escluse IVA secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate. E' comunque possibile forzare soggetto/non soggetto dalle personalizzazioni.

Discuti questo articolo

Vuoi ricevere un avviso quando qualcuno replicherà al tuo post?
In tal caso registrati altrimenti torna periodicamente su questa pagina!

Online la versione 5.3 di FatturaPA-PRofessionisti - 5.0 out of 5 based on 18 votes

Sostieni SLpct!

un piccolo contributo per un grande redattore

Quanto vuoi donare?

Ultimi articoli creati dagli utenti:

I 5 articoli più letti:

Argomenti caldi sul Forum...