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IL RUOLO DELL'AVVOCATO TRA ANTICO E MODERNO

Pubblicato Lunedì, 08 Aprile 2019 da CARLO ALVANO    Categoria: Professione avvocato    Visite: 1329
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Nel 2002 per affrontare le emergenze cardiache realizzai per conto dei Lions Napoli Capodimonte un progetto denominato “Aiutami a vivere” che sostanzialmente prevedeva l’emanazione di una legge che imponesse a tutte le attività pubbliche e private di integrare i presidi di servizi di emergenza sanitaria, già previsti dal Capo III del D.p.R. 303/56 (igiene del lavoro), semplicemente aggiungendo un defibrillatore cardiaco semiautomatico.
Tanto perché ho sempre inteso che il ruolo dell’avvocato in epoca moderna, non si dovrebbe distaccare tanto da quello che era durante l’impero romano. Prima di tutto un giureconsulto un esperto del diritto che veniva consultato anche pubblicamente, un giurista da cui si recavano le parti per ottenere una risposta secondo il noto brocardo “Da mihi factum dabo tibi ius” e per questo godevano dello “Ius Publice Respondendi”, cioè le soluzioni da loro date ai quesiti che venivano proposti erano considerate fonte di diritto .
Questo ruolo è fortemente tenuto in considerazione in ambiente di “common law”. Sono stato al tavolo dei più grandi studi legali del mondo e quando loro mi chiedevano cosa facessi in Italia. Mi limitavo a rispondere “sono discendente di Cicerone” suscitando ammirazione e rispetto. Ero rimasto molto colpito dalla statua di Cicerone in formato ciclopico posta all’ingresso di una delle più importanti associazioni legali di New York.

Forte di questo sentimento e della consapevolezza che l’avvocato è prima di tutto un giurista e dovrebbe offrire soluzioni giuridiche alla politica, mi posi il proposito di redigere una proposta di legge per creare una rete capillare d’intervento territoriale nazionale e locale radicandomi sulle norme già esistenti in materia di prevenzione ed igiene del lavoro, dimodochè, anche il chiosco delle bibite o l’edicolante, per esempio, fossero forniti di un apparecchio di defibrillazione automatica da utilizzare all’occorrenza. La fornitura doveva avvenire gratuitamente da parte delle aziende produttrici con le quali all’epoca avevo intrecciata una proposta di sponsorizzazione in cambio dei ritorni che ne avrebbero ricevuto in campo ospedaliero, impegnandosi a sostituire gli apparecchi in caso di malfunzionamento o di aggiornamento delle tecnologie. Il possesso di tale strumento, di facile utilizzazione da parte di chiunque, non avrebbe tuttavia garantito la sicurezza se una chiamata di soccorso non fosse arrivata nei primi cinque minuti dall’incidente cardiaco, essendo questo il tempo statistico necessario per defibrillare l’infartuato in attesa dei soccorsi ospedalieri.
A tal fine avevo previsto che tutti i telefoni fissi e cellulari fossero dotati di un tasto di emergenza individuato da una croce rossa per attivare l’intervento del defibrillatore di rete più vicino al luogo del sinistro ed il servizio nazionale, senza bisogno di comporre alcun numero in un momento di panico che avrebbe potuto divenire fatale. L’intero progetto era defiscalizzato e non comportava alcuna spesa o onere a carico di privati o dello Stato, fatta eccezione quello di emanare una norma. A tal fine il deputato On. Sergio Cola, si fece interprete ed 16/10/2002 presentò la proposta di legge allegata. Nonostante giuridicamente si trattasse di effettuare una semplice modifica all’art. 1 della legge n. 120 del 2001 che consente l'uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare, una questione così semplice non ha mai trovato il giusto epilogo e, noi cittadini, dopo 17 anni e chissà quanti morti che si potevano evitare, stiamo ancora a discutere cosa si possa fare.
Bisogna quindi interrogarsi se il ruolo dell’avvocato in età moderna debba essere solo quello dell'oratore, di colui che parla solo nel processo nell’interesse di una parte, o anche quello dell’advocatus di antica memoria che suggeriva ai politici le scelte giuridiche nell’interesse della collettività.

Allegati:
Scarica questo file (PROPOSTA LEGGE DEFIBRILATORI.pdf)PROPOSTA DI LEGGE 16/10/2002134 kB71 Downloads11:32 08 Aprile 2019

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