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Stato dell’arte del PCT con i dati al 31 maggio 2019

Pubblicato Venerdì, 26 Luglio 2019 da Diritto Pratico    Categoria: News    Visite: 108
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26/07/19

Pubblicato nella sezione “documenti” lo stato dell’arte in versione sintetica del PCT con i dati al 31 maggio 2019 (link)

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IL RUOLO DELL'AVVOCATO TRA ANTICO E MODERNO

Pubblicato Lunedì, 08 Aprile 2019 da CARLO ALVANO    Categoria: Professione avvocato    Visite: 1557
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Nel 2002 per affrontare le emergenze cardiache realizzai per conto dei Lions Napoli Capodimonte un progetto denominato “Aiutami a vivere” che sostanzialmente prevedeva l’emanazione di una legge che imponesse a tutte le attività pubbliche e private di integrare i presidi di servizi di emergenza sanitaria, già previsti dal Capo III del D.p.R. 303/56 (igiene del lavoro), semplicemente aggiungendo un defibrillatore cardiaco semiautomatico.
Tanto perché ho sempre inteso che il ruolo dell’avvocato in epoca moderna, non si dovrebbe distaccare tanto da quello che era durante l’impero romano. Prima di tutto un giureconsulto un esperto del diritto che veniva consultato anche pubblicamente, un giurista da cui si recavano le parti per ottenere una risposta secondo il noto brocardo “Da mihi factum dabo tibi ius” e per questo godevano dello “Ius Publice Respondendi”, cioè le soluzioni da loro date ai quesiti che venivano proposti erano considerate fonte di diritto .
Questo ruolo è fortemente tenuto in considerazione in ambiente di “common law”. Sono stato al tavolo dei più grandi studi legali del mondo e quando loro mi chiedevano cosa facessi in Italia. Mi limitavo a rispondere “sono discendente di Cicerone” suscitando ammirazione e rispetto. Ero rimasto molto colpito dalla statua di Cicerone in formato ciclopico posta all’ingresso di una delle più importanti associazioni legali di New York.

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IL RUOLO DELL'AVVOCATO TRA ANTICO E MODERNO - 4.5 out of 5 based on 2 votes

IL RISARCIMENTO DEL TERZO TRASPORTATO NEL DIRITTO COMPARATO

Pubblicato Lunedì, 01 Aprile 2019 da CARLO ALVANO    Categoria: Osservatorio giurisprudenza penale    Visite: 1370
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Chiamata a pronunciarsi sul risarcimento del terzo trasportato costituitosi parte civile, la Corte Suprema sez. IV pen. nel ribaltare i due precedenti gradi di giudizio, con la sentenza n. 1185 dell’11 gennaio 2019 ha espresso un importante principio di diritto che non ha altri precedenti.

Il terzo, che era già stato risarcito dall’assicurazione del vettore su cui viaggiava, ha reclamato il risarcimento ulteriore nei confronti degli effettivi responsabili del sinistro, nella misura giudizialmente accertata del dieci e del novanta per cento rispettivamente a carico dell’auto che lo trasportava e dell’auto che aveva causata la maggiore responsabilità. 

La Corte ha accolta l’impugnazione dando una lettura innovativa dell’art. 141 del dlgs. n. 209/2005, codice delle assicurazioni private, in relazione all’art. 606, comma 1 lett. b) il quale dispone che nell’applicazione della legge penale bisogna tener conto delle altre norme giuridiche. L’art. 141, meglio noto come risarcimento diretto, stabilisce la regola che il terzo trasportato è risarcito dall'impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro, «a prescindere dall'accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il diritto al risarcimento dell'eventuale maggior danno nei confronti dell'impresa di assicurazione del responsabile civile».

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IL RISARCIMENTO DEL TERZO TRASPORTATO NEL DIRITTO COMPARATO - 5.0 out of 5 based on 1 vote

FatturaPA: Le specifiche tecniche SDIFTP versione 411

Pubblicato Venerdì, 29 Marzo 2019 da Diritto Pratico    Categoria: News    Visite: 77
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Avviso

Le specifiche tecniche SDIFTP sono state aggiornate per migliorare la comunicazione delle evoluzioni introdotte lo scorso 26 febbraio. Per accogliere le richieste di alcuni operatori le nuove specifiche saranno rese efficaci dal prossimo 8 aprile invece che dal prossimo 4 aprile..

Fonte fatturapa.gov.it: FatturaPA: Le specifiche tecniche SDIFTP versione 411

Comunicato del 4 marzo 2019

Pubblicato Lunedì, 04 Marzo 2019 da Diritto Pratico    Categoria: Processo telematico    Visite: 73
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Il Centro Studi Processo Telematico

Rilevato

che con provvedimento n. 3709/2019 la Suprema Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto: “Il domicilio digitale previsto dal D.L. n. 179 del 2012, art. 16 sexies, conv. con modif. in L. n. 221 del 2012, come modificato dal D.L. n. 90 del 2014, conv., con modif., in L. n. 114 del 2014, corrisponde all’indirizzo PEC che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell’Ordine di appartenenza e che, per il tramite di quest’ultimo, è inserito nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) gestito dal Ministero della giustizia. Solo questo indirizzo è qualificato ai fini processuali ed idoneo a garantire l’effettiva difesa, sicchè la notificazione di un atto giudiziario ad un indirizzo PEC riferibile – a seconda dei casi – alla parte personalmente o al difensore, ma diverso da quello inserito nel ReGIndE, è nulla, restando del tutto irrilevante la circostanza che detto indirizzo risulti dall’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC)”;che tale principio esclude incomprensibilmente il registro INI-PEC dal novero di quelli utilizzabili per le notificazioni dirette agli avvocati;che gli art. 16 ter e sexies del d.l. 179/2012 includono l’INI-PEC tra gli elenchi pubblici validi per l’esecuzione delle notificazioni ai sensi dell’art. 3-bis L. 53/1994, in posizione di esatta parità giuridica con il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (RegInde);che, peraltro, la Corte ha inspiegabilmente menzionato il registro INI-PEC in fattispecie nella quale (trattandosi di notificazione diretta all’Avvocatura di Stato) avrebbe potuto semmai venire in rilievo l’inutilizzabilità dell’IPA (indice delle pubbliche amministrazioni);che l’utilizzo dell’INI-PEC è peraltro fondamentale al fine di consentire, in particolare, la notificazione telematica nei confronti delle imprese;

osserva

che l’errato principio di diritto espresso dalla Suprema Corte di Cassazione e la conseguente acritica applicazione nei giudizi di merito sono destinati ad avere gravi ripercussioni sulla possibilità di effettuare notificazioni in modalità telematica e, soprattutto, su innumerevoli notificazioni già effettuate dagli avvocati utilizzando l’elenco in discorso

auspica

ed esorta un intervento del Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, che consenta di superare un’interpretazione in aperto contrasto con il d.l. 179 del 2012 e con i principi espressi dal Codice dell’Amministrazione Digitale, che trovano espressa applicazione anche nel processo civile

Il Presidente – Avv. Giuseppe Vitrani e Tutti i soci del CSPT

L'articolo Comunicato del 4 marzo 2019 proviene da Centro Studi Processo Telematico.

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