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ARGOMENTO: Deontologia Forense - Codice Deontologico e Legge professionale forense

Deontologia Forense - Codice Deontologico e Legge professionale forense 2 Anni 3 Mesi fa #2847

Deontologia Forense

Codice Deontologico e Legge professionale forense

Premessa.

La professione forense è stata una delle prime professioni riconosciute e regolamentate.

Nella storia si trovano diversi riconoscimenti della figura dell’Avvocato, basti pensare che già nel Codice Napoleonico si hanno espliciti riferimenti a tale figura professionale. Nel 1800 i nuovi provvedimenti legislativi instauratori del futuro Code reintroducono la figura dell’avvocato (notare che la commissione governativa incaricata di redigere il Code de Procédure Civile del 1806, istituita nel 1802, è composta da quattro magistrati e un docente, e quest’ultimo è anche avvocato, “tale” Eustache Nicolas Pigeau).

Nel nostro ordinamento si trovano in più testi legislativi i caratteri di specialità della figura dell’Avvocato, rispetto alla definizione di professione liberale prevista negli articoli del Libro V, Titolo III Capo II (artt. 2229 e ss.) del Codice Civile.

Vera e propria norma che identifica la professione dell’Avvocato è stato il Regio Decreto Legge del 27 novembre 1933, n. 1578, anche detto “Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore”. Tale normativa regolamentava sia la figura professionale dell’Avvocato che del Procuratore (non più esistente con la riforma introdotta dalla la Legge n. 399 del 30 luglio 1984) oltre che la sua gestione corporativista, cioè istituiva e regolava l’ordinamento professionale specificandone le caratteristiche di gestione e di accesso alla professione. Norma che ha praticamente perdurato fino alla sua riforma e sostituzione con la Legge n. 247 del 31 dicembre 2012.

Oltre a tale specifica norma si ha una descrizione dei caratteri fondamentali della figura tecnica dell’Avvocato nel Codice di Procedura Civile, più precisamente dall’art. 82 all’art. 89, nei quali si prevedono le sue funzioni e le regole processuali per cui la parte non può stare ed agire in giudizio da solo, non può esercitare lo ius postulandi, se non solo attraverso un procuratore che lo rappresenti.

Inoltre la figura dell’Avvocato ha una sua identificazione nella Costituzione Italiana, la quale, riconoscendogli la notevole caratteristica e peculiarità di dover salvaguardare il principio costituzionale del contraddittorio «fra le parti (...) e davanti ad un giudice terzo»,  la identifica quale figura fortemente legata al diritto alla difesa (previsto nell’art. 24 della Costituzione), «diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento» che può essere esercitato solamente attraverso il ministero di un avvocato. Si potrebbe persino dire, forse, che la professione di Avvocato e la sua funzione è l’unica ad avere un riconoscimento costituzionale.

Si deve però precisare che tali normative descrivono la figura professionale dell’Avvocato, le sue funzioni e i principi regolatori, ma sono distinti da quella che è la Deontologia Forense.

Questa, infatti, è quell’insieme di norme riguardanti i diritti, i doveri e le responsabilità dei professionisti, i quali, proprio per il carattere sociale della loro attività, sono tenuti a rispettare questo codice di comportamento per non ledere la dignità di coloro per cui operano, diritti e doveri utili al miglioramento e all’evoluzione dell’attività professionale.

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