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ARGOMENTO: Il silenzio rigetto della PA in caso di ricorso gerarchico e l'applicabilità della legge 241/90 e successive modificazioni

Il silenzio rigetto della PA in caso di ricorso gerarchico e l'applicabilità della legge 241/90 e successive modificazioni 1 Settimana 1 Giorno fa #3237

  • Anonimo
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Buongiorno, prima di porre i miei quesiti, debbo fare alcune premesse di carattere personale per inquadrare concretamente il problema. Non sono un giurista, ma semplicemente un Ufficiale delle FFAA, in congedo dal 2013. Ebbene, nel lontano 1991 la Commissione Medico Ospedaliera di La Spezia, mi riconobbe, con atto definitivo, come dipendente da causa di servizio la patologia di "spondiloartrosi del rachide cervicale". Nel corso del 2017, l'INPS di Pisa, prendendo spunto da una mia domanda di pensione privilegiata ordinaria, presentata all'atto del congedo, e riferita anche a ben più gravi patologie non ancora riconosciute come dipendenti da causa di servizio, mi ha risotto posto a visita presso la citata Commissione Ospedaliera, anche per la suddetta spondiloartrosi, riconosciuta, come detto, definitivamente ascrivibile a causa di servizio. Recentemente, l'Inps di Pisa mi ha notificato una determina negativa, su conforme e vincolante parere del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio presso il Ministero delle Finanze - attivato dall'INPS medesima- dove, tra l'altro, con vero "straripamento di potere", mi viene disconosciuta anche la dipendenza da causa di servizio della richiamata "spondiloartrosi del rachide cervicale", riconosciutami invece , con atto definitivo, sin dal 1991, ben 10 anni prima che fosse istituito il Comitato di Verifica per le Cause di servizio!! Così agendo, L'INPS ha operato una ingiustificata ed incomprensibile lesione - per non dire soppressione- dei miei diritti soggettivi acquisiti da oltre un quarto di secolo!!
Contro questo illegittimo provvedimento, ho proposto ricorso gerarchico al Comitato di Vigilanza per la Gestione Dipendenti pubblici presso l'INPS di Roma, ricorso soggetto alla disciplina della l. Tar del '71, per cui è previsto, in caso di mancata adozione di un provvedimento entro 90 giorni, il formarsi del cd silenzio rigetto. E tale silenzio rigetto potrebbe per me verificarsi entro pochi giorni!
Ho avuto modo, di recente, di leggere un interessantissimo articolo pubblicato su Altalex, intitolato "L'inerzia della pubblica amministrazione", di cui riporto di seguito un passaggio che ben potrebbe attagliarsi al mio caso concreto: "Con riferimento all’applicabilità della regola di portata generale sancita dall’art. 2, l. n. 241 del 1990 al procedimento di decisione del ricorso gerarchico, da cui consegue un obbligo di provvedere giustiziabile ai sensi dell’art. 21 bis, l. Tar, la giurisprudenza ha chiarito che tale procedimento seppur di carattere giustiziale, non può sfuggire all’applicazione dell’obbligo, generalizzato dalla l. n. 241 del 1990, di conclusione del procedimento con un provvedimento espresso e motivato, e che pertanto sussiste l’interesse del ricorrente, tutelabile anche in via cautelare, a che l’amministrazione si pronunci sul ricorso gerarchico in maniera esplicita e con adeguata motivazione"
Vengo quindi ad esplicitare i miei dubbi e quesiti per il caso di specie.
Ovviamente, in caso di silenzio rigetto, ritengo applicabile il ricorso disciplinato dall'art. 21bis L. 1034/71 avverso il silenzio della PA. Ma, a mio sommesso avviso, a prescindere da tale ricorso, attesa la portata generale dell'art. 2 L. 241/90, dovrei poter usufruire anche dei sottonotati rimedi:
1)lo strumento di cui al comma 9 dell'art. 2 L. 241, che qualifica la mancata o tardiva emissione del provvedimento come elemento di valutazione della performance individuale nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente ( anche se non ho ben compreso come in concreto potrebbero essere prospettate queste responsabilità e quindi attivati questi rimedi);
2)il disposto di cui all'art. 2 bis, primo comma, L241/90, che prevede il risarcimento del danno ingiusto - che nel mio caso consisterebbe nella illegittima, per non dire illegale, soppressione di diritti soggettivi acquisiti ad immemorabili - causato dall'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento ( presumo con ricorso al GA?!);
3)la tutela penale di cui al 2° comma dell'art 328 c.p., ritengo con richiesta di provvedere notificata al su richiamato Comitato di vigilanza, una volta che si dovesse formare il silenzio rigetto.
Capisco che queste mie ipotesi possano sembrare anche azzardate, ma da giurista autodidatta ritengo valga la pena che le stesse siano prese in considerazione.
Ringrazio tutti gli utenti del forum che vorranno gentilmente fornirmi i loro pareri ed i loro punti di vista, atteso anche che non si tratta di disquisizione astratta, ma di problematica che forse tra breve dovrò sperimentare "sulla mia pelle". Un ringraziamento sentito a tutti per l'attenzione
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