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Processo civile telematico lo stato dell’arte e cosa ci aspetta da settembre – di Giuseppe Vitrani

Pubblicato Martedì, 08 Agosto 2017 da Diritto Pratico    Categoria: Processo telematico    Visite: 110
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Continua il lento miglioramento del PCT: dagli “sportelli di prossimità” alla riforma della magistratura onoraria, tante le novità mentre si attende la pubblicazione delle guidelines del processo esecutivo online

La fine del 2016 e del 2017 sono state segnate da un’apparente stasi nell’evoluzione tecnologica del processo civile telematico; in realtà molti sono gli interventi di manutenzione e miglioramento ma si sono concentrati sui sistemi in utilizzo ai magistrati e da ultimo sull’introduzione della consolle del pubblico ministero. Inoltre, in collaborazione con gli enti locali, sono stati realizzati i cosiddetti “sportelli di prossimità”, con lo scopo di fornire alcuni servizi (quali informazioni sullo stato dei procedimenti o rilascio di certificati) soprattutto ad utenti privati penalizzati dalle maggiori distanze dagli uffici giudiziari centrali determinate dalla revisione della geografia giudiziaria.

Nella prima metà del mese di luglio sono state invece pubblicate le specifiche tecniche relative alle modalità di pubblicazione sul portale della vendite pubbliche ai sensi dell’art. 161 quater disp. att. c.p.c. nonché le specifiche tecniche per lo svolgimento della vendita di beni mobili e immobili con modalità telematiche.

Prima della pausa estiva, con comunicato del 28 giugno 2017 della Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati, sono state dunque dettate le linee guida necessarie per far partire definitivamente uno dei pilastri dell’informatizzazione del processo esecutivo; da questo punto di vista, pertanto, la fine del 2017 e il 2018 saranno certamente dedicati all’implementazione del sistema e alla verifica dei suoi impatti pratici che, a prima vista, non paiono di semplice ed immediata comprensione, soprattutto per i privati cittadini.

Da segnalare, come breve flash e con riserva di maggiori e futuri approfondimenti, alcune soluzioni degne di attenzione quali l’utilizzo su larga scala del bollo digitale, da poco attivo e al momento erogato dalla sola Infocamere, e il tentativo di dar vita ad un servizio di recapito certificatoqualificato esplicitamente ispirato al meccanismo della PEC-ID. Si tenta, infatti, di dar vita ad una “casella di posta elettronica certificata” (ai sensi dell’art. 12, comma IV, dm 32 del 2015) che consenta l’identificazione certa del mittente – offerente, sollevandolo così dall’obbligo di firmare digitalmente l’offerta di acquisto.

Non è certamente questa la sede per esaminare un argomento degno di esame più approfondito; in generale e a prima lettura è, però, legittimo nutrire qualche dubbio circa il fatto che tali modalità risultino di facile fruizione per il comune cittadino, abituato a partecipare all’asta giudiziaria sulla base di una semplice offerta depositata (in busta chiusa) presso un professionista delegato dal Giudice dell’Esecuzione.

Da segnalare, inoltre, vi è senza dubbio l’approvazione definitiva del decreto legislativo di riforma della magistratura onoraria (che per la verità ha suscitato notevoli proteste nel campo degli operatori del diritto), che porterà a un notevole ampliamento delle competenze del Giudice di Pacecontestualmente all’introduzione del processo telematico presso i suddetti uffici. La riforma (che al momento in cui si redige il presente articolo non è ancora stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale) prevede comunque un ampio periodo di vacatio, essendone prevista (su questi temi) l’entrata in vigore solo nel 2021.

Per quanto concerne invece temi più strettamente legati al processo contenzioso e al diritto civile in generale, al netto di progetti legislativi di riforma tuttora in elaborazione, possiamo ipotizzare che il futuro sarà sempre più legato alle interazioni tra normativa speciale di settore, codice dell’amministrazione digitale e regolamento eIDAS.

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