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Identificativo Univoco del Giorno: un'idea per attribuire data "esatta" ad un qualsiasi documento digitale o digitalizzato

Pubblicato Mercoledì, 01 Novembre 2017 da Claudio De Stasio    Categoria: Utilities e Software    Visite: 1619
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iug

Esattamente un anno fa nasceva il Registro Pubblico delle Impronte Informatiche uno strumento sperimentale offerto gratuitamente da Diritto Pratico pensato per fornire un elemento di prova circa la data di formazione di uno specifico file. L'obiettivo, ora come allora, è poter affermare che un documento la cui impronta risulti annotata nel registro è necessariamente stato formato in data anteriore a quella di annotazione.

Ogni mese il registro viene “chiuso”, marcato temporalmente e la sua impronta, a sua volta, annotata nel registro del mese successivo. I registri sono pubblici, consultabili via web, scaricabili in formato pdf e csv, indicizzati dai motori di ricerca e “catturati” da servizi di “internet preservation” quali Wayback Machine e archive.is. Qualsiasi documento la cui impronta risulti annotata in un registro è stato formato necessariamente in data antecedente a quella certificata dalla marca temporale e plausibilmente prima di quella di annotazione. Nulla peraltro esclude che l’utente, secondo necessità, possa scaricare e marcare autonomamente un registro subito dopo aver annotato le impronte di interesse senza attendere la fine del mese.

Il Registro Pubblico delle Impronte informatiche consente dunque di conferire una data certa del tipo “non dopo il” a qualsiasi documento digitale o digitalizzato. Ma se ciò non fosse ancora sufficiente? Se avessi la necessità di provare che un particolare documento (come ad esempio una rappresentazione fotografica dello stato dei luoghi) è stato formato esattamente in una certa data?

In questo caso avrei bisogno di una data certa del tipo “non prima del” da combinare con quella del tipo “non dopo il” della marca temporale. L’esempio classico è quello della foto che inquadri la prima pagina di un quotidiano: ove si possa ragionevolmente escludere il fotomontaggio avremo la logica certezza che quella foto non possa essere stata scattata se non dopo la pubblicazione del quotidiano. Se ad esempio scattassi una foto ad una buca per dimostrare quanto fosse estesa e profonda l’insidia stradale in un preciso momento storico preoccupandomi di inquadrare anche la prima pagina di un quotidiano, nessuno potrebbe contestarmi che quella foto in realtà sia stata scattata due anni prima. Al più il giornale potrebbe essere “vecchio” e dunque la foto successiva. Ma se appena scattata la foto mi preoccupassi anche di marcarla temporalmente, avrei la possibilità di provare che la data dello scatto non poteva che essere proprio quella del quotidiano (non prima del) dato che la marca temporale, lo stesso giorno, mi pone un “paletto” per il futuro (non dopo il).

L’espediente del quotidiano può andar bene per collocare nel tempo una foto o un filmato. Ma per una registrazione audio? Per un documento scritto? Esiste una possibilità di ottenere analogo risultato?

In effetti risulterebbe sufficiente far riferimento, nel corpo del documento, ad un fatto o una circostanza che a posteriori sia verificabile essere avvenuta in una data certa. Non sarebbe possibile, per l’autore del documento, essere a conoscenza del verificarsi di quel fatto o circostanza se non dopo l’accadimento.

Da qui l’idea, molto semplice per la verità, di attribuire ad ogni giorno (e solo giorno per giorno) un identificativo univoco cui riferirsi per indicare proprio quella data. Con la garanzia che, non potendo conoscere quali saranno gli identificativi futuri ma solo le regole per la loro generazione, sia sempre possibile verificarne a posteriori l’attendibilità ed avere la certezza che nessuno potesse prevederlo e dunque "pre-generarlo".

Questa idea si è concretizzata in un nuovo progetto sperimentale l'Identificativo Univoco del Giorno.

L'Identificativo Univoco del Giorno (o Identificativo Univoco Giornaliero, in breve IUG) è un codice alfanumerico generato quotidianamente dalla piattaforma di Diritto Pratico ed attribuito in modo univoco alla data medesima di creazione del codice. Ogni data viene annotata con il proprio codice in un log pubblico e riportata nei registri mensili delle impronte informatiche tenuti da Diritto Pratico.

Il codice IUG è composto da due blocchi: il primo è formato da due caratteri alfanumerici generati casualmente dalla piattaforma giorno per giorno; il secondo è composto da sei caratteri alfanumerici ottenuti considerando i primi sei dell'impronta MD5 calcolata sulla codifica in base64 di un feed RSS di notizie "ultim'ora" acquisito al momento della generazione del codice. In tal modo ogni IUG sarà univoco e sicuramente generato in data successiva a quella delle notizie riportate sul feed RSS associato. Inoltre chiunque, in autonomia e con strumenti propri, potrà a posteriori verificare "manualmente" la validità/attendibilità di un codice IUG.

Un documento che faccia intrinsecamente riferimento ad una data ed al corrispondente codice IUG non potrà che essere stato formato in data uguale o successiva a quella corrispondente all'identificativo univoco indicato.

Il perché è evidente: oggi non è possibile sapere quale codice sarà attribuito alla data di domani. Quindi la conoscenza del codice attribuito ad una determinata data comporta che l’autore abbia formato il documento solo quando il codice era noto (data uguale o successiva a quella di generazione del codice -> “non prima del”).

Nei casi in cui non sia sufficiente affermare che un documento è stato formato in data uguale o anteriore ad una data certa (sia che la certezza derivi da una marca temporale, da una trasmissione via PEC, dal versamento in un sistema di conservazione o dalla semplice annotazione dell’impronta del documento nel Registro Pubblico delle Impronte Informatiche -> “non dopo il”) il riferimento all'Identificativo Univoco del Giorno nel corpo del documento consente di combinare le due affermazioni sino a poter sostenere, in caso di coincidenza fra i due riferimenti temporali (IUG = “non prima del”; marca temporale, PEC, versamento in un sistema di conservazione o annotazione dell’impronta nel registro pubblico = “non dopo il”), che quel particolare documento è stato generato esattamente in quella data certa.

Inviato: 2 Settimane 3 Giorni fa da Anonimo #3188
Avatar di Anonimo
Interessante soluzione, potrebbe tornare utile se utilizzato durante la redazione di un testamento olografo se il testatore avesse già lasciato precedenti schede testamentarie

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